mercoledì 12 marzo 2008

Simbologia parte 1°: il Serpente


Il simbolismo è nato con l'arte stessa e qualsiasi sia la forma d'arte la accompagna.
Così anche nella pittura Fantasy o Horror.
Chi ha fatto storia dell'arte capisce cosa intendo.Nessun concetto difficile l'espressione nei secoli è passata da miliardi di pensieri e culture...ed è divenuto linguaggio universale.
Diverse persone, diverse epoche, diverse culture...ma necessità d'espressione e sentimenti infondo mossi dagli stessi elementi.

Qui iniziamo con un esempio "classico"...che ricollegheremo al prossimo post sulla simbologia del "Drago".

Il serpente ha avuto molta fortuna come simbolo, sia con significati positivi (completezza, dall'immagine a cerchio del serpente che si morde la coda) che negativi (come accade nella bibbia in cui il Diavolo o Satana o albero della conoscenza del bene e del male viene così rappresentato o nella mitologia norrena).
Per gli Yaqui messicani, il serpente rappresenta lo sciamano.
In araldica il "biscione" è stato il simbolo del Ducato di Milano, sia sotto gli Sforza, sia con i Visconti ed oggi è ancora riscontrabile in stemmi di alcuni comuni lombardi e non, legati storicamente alla signoria ambrosiana, come ad esempio Bellinzona, la capitale del Canton Ticino (Svizzera); in epoca contemporanea il "biscione" è divenuto anche il simbolo di alcune società milanesi (Inter, Alfa Romeo, Mediaset/Fininvest, ecc.).

Il serpente raffigura la forza sia positiva che negativa. porta guarigione e illuminazione, esso rappresenta qualsiasi principio vitale inconscio. rappresenta anche la Dea Kundalini (colei che ascende attraverso i chakra). il serpente racchiude il se le due anime, maschile e femminile. Indica l'importanza della capacità di pensare, di essere cosciente dei propri istinti e del proprio corpo e di scegliere tra bene e male. La maggior parte delle donne ha paura dei serpenti, ma quando s'impara che il serpente (che è stato demonizzato) è l'antico totem delle donne e della guarigione, quando ciminceranno a introdurre le sue qualità positive nella propria vita, allora lo vedranno in luce diversa e lo rispetteranno.
L'Uroburo è l'immagine di un serpente che si morde la coda e la inghiotte.

Questa figura simbolica rappresenta l'immagine del cerchio che personifica l' eterno ritorno. Esso sta ad indicare l'esistenza di un nuovo inizio che avviene tempestivamente dopo ogni fine. In simbologia, infatti, il cerchio è anche associato all'immagine del serpente che da sempre cambia pelle e quindi, in un certo senso, ringiovanisce. L'Uroboro rappresenta il circolo, la metafora espressiva di una riproduzione ciclica, come la morte e la rinascita, la fine del mondo e la creazione, e di conseguenza anche l'eternità iconograficamente rappresentata dal cerchio stesso.
Il serpente è anche simbolo dell'energia pura e semplice, un'energia che cambia spesso forma, proprio come i serpenti che, possono essere marini, dei deserti, dei boschi.. il serpente ama cambiare spesso le sue caratteristiche principali.
In india è strettamente legato al potere delle acque, in occidente invece, per la sua spina dorsale ondeggiante, rappresenta il potere primordiale e arcano.
Una moltitudine di serpenti nel deserto è simbolo di distruzione.
Il serpente, proprio per la sua caratteristica cambio di muta rappresenta la resurrezione.

questo scritto che vi riporto sotto è preso dal sito http://www.indianiamericani.it/a-totem.php?id_totem=13


Il serpente simbolizza per gli indiani il ciclo di nascita, vita, morte e rinascita, grazie al processo della muta della pelle.
Tra i tipi di forza che gli vengono attribuiti si annoverano la forza della creazione, della sessualità, del mutamento, dell'anima e dell'immortalità.
Uomini con l'energia del serpente sono piuttosto rari, poiché tra le esperienze che devono attraversare vi è quella di venire in contatto coi veleni senza riportarne danni, cioè imparando a trasformare le sostanze velenose penetrate nei loro corpi in sostanze innocue.
Il serpente è una creatura collegata all'elemento fuoco: a livello del corpo ciò genera passione e desiderio, ma a livello spirituale porta ad accedere al Grande Spirito e a realizzare la saggezza che tutto comprende.
Qualora il serpente appaia nei vostri sogni, ciò indica che è tempo di iniziare un processo di mutamento, allo scopo di poter progredire e avvicinarsi alla realizzazione di sé

Riabilitato dalla sola funzione malefica tramandataci da una vecchia concezione, rappresenta il principio vitale stesso.
Non c'è, forse, animale più rappresentato nella simbologia di tutti i tempi come il serpente. In moltissime culture, nelle leggende, nelle cosmogonie, nei miti, nell'iconografia, protagonista assoluto di molte storie ataviche, è un simbolo dell'inconscio collettivo che riveste grande importanza.
Per non parlare dei sogni che in molte fasi dell'analisi, in soggetti diversi, rappresentano serpenti mordaci, in agguato o dormienti, spaventosi o "stranamente" rassicuranti.
E' simbolo della conoscenza, per questo può anche essere pericoloso, come recita il mito cristiano della creazione.
Il serpente rappresenta un simbolo polivalente, universalmente presente in tutte le culture.
E' l'antenato mitico, il vivificatore, simbolo stesso della cura, è l'animale originario alle sorgenti della vita e della libido.
Nella nostra cultura prevale il suo lato negativo in quanto la Cristianità, soprattutto nel pensiero medioevale, ne ha sottolineato la valenza malefica e distruttrice, associandolo spesso alla lussuria della donna (Eva o la Bestia dell'Apocalisse).
Ma come gli Gnostici videro in esso un detentore privilegiato di misteri esoterici, anche nei Testi Sacri dell'Occidente, il serpente è ambivalente: Cristo, come figura salvifica e rigeneratrice, è stato talvolta raffigurato come il serpente di rame sulla croce.
Archetipo fondamentale, o meglio complesso di archetipi legato alle origini, rimanda al ciclo continuo della vita:
l'Uroboro, il serpente che si morde la coda, sostenendo e avvolgendo la creazione in un cerchio continuo, ne impedisce la fine.
Nella sua forma viva, circolare, rappresenta l'eterno ritorno.
Anche nell'iconografia alchemica svolge da un lato una funzione di circolarità di certi processi chimico-organici, dall'altro entra nelle figure simboliche della scienza ermeneutica, come sole/luna, fratello/sorella ecc.
Animale-simbolo considerato in modo contraddittorio, in molte culture arcaiche rappresenta il mondo degli inferi e il regno dei morti per la sua abitudine a ritirarsi in luoghi nascosti o in buche della terra, ma anche il suo contrario per quella sua apparente capacità di rigenerarsi attraverso il cambio della muta. In tal modo, e un po' ovunque nel mondo, rimanda alla vita e alla morte, al chiaro e allo scuro, sempre, indissolubilmente, legati.
Essendo in relazione con la terra è in rapporto con gli antenati.
Per questo molte leggende parlano di serpenti sacralizzati.
Rappresenta lo spirito di una grande divinità, cosmografica e geografica.
In Africa è la più antica imago-mundi. In molte cosmogonie è l'Oceano stesso che racchiude in un quadrato la Terra.
In India, nel tantrismo è la kundalini, un serpente arrotolato alla base della colonna vertebrale che, risvegliandosi, vivifica i chakra; nel macrocosmo è Ananta, che serra tra le sue spire la base dell'asse del mondo.
In Cina è il quinto animale dello Zodiaco, è astuto e pericoloso.
In Giappone, nello scintoismo, svolge un'importante funzione nel mito.
Il Gnrande Serpente Originario è l'Alfa e l'Omega di ogni manifestazione:
evocato, adorato o temuto da molti popoli in Africa, in India, in Indonesia o in Estremo Oriente. E' il principio di ogni cosa e abita gli strati più profondi della terra, è la riserva, il potenziale da cui provengono tutte le manifestazioni. Rappresenta in modo inteso l'energia psichica, le forze che giacciono nel profondo.
Sul piano umano, è il doppio simbolo dell'anima e della libido e rimanda ad un'ambivalenza sessuale che lo fa essere, in molte tradizioni, maschio e femmina insieme o gemello di se stesso.
E' doppio e Uno e rappresenta la dialettica vivificante.
In Africa, nelle società matriarcali, è signore delle donne e della fecondità, ma anche in India, in Brasile, in Cina e in Nuova Guinea. In Australia due serpenti antenati percorrono la terra senza posa e, a ogni loro sosta, lasciano i maiaurli, spiriti di bambini.
Sia nella cultura greca che in quella egizia, il serpente è colto nella sua doppiezza: è temuto in quanto ha il potere di ricondurre il cosmo nel caos iniziale dell'indifferenziato. Ma è anche apprezzato e venerato poiché rappresenta l'altra faccia dello spirito, il vivificante, l'ispiratore della vita.
Per questo Atena, dea di ogni scienza, tiene in mano e sul petto il serpente da cui nascono altre divinità e Iside porta sulla fronte il cobra reale simbolo di conoscenza, sovranità ed eterna giovinezza.
L'appartenenza al mondo ctonio legata alla creazione continua della vita è messa in luce soprattutto nel Libro dei Morti. In esso il ventre della terra è il luogo in cui si opera l'alchimia della rigenerazione e il serpente, in un processo complesso di divoratore-divorato, diventa il tramite e il protagonista dello sviluppo e dell'eterna ciclicità.
Il serpente è anche noto come medico e indovino. Esculapio, dio della medicina, è rappresentato con il caduceo (dal greco: verga dell'araldo).
Questo oggetto, attributo di Mercurio, consiste in una bacchetta, talvolta alata, intorno alla quale si attorcigliano due serpenti, simbolo del principio dialettico. Nell'esoterismo è la conoscenza legata al mistero dei processi vitali, per questo è rappresentato sulla croce dei farmacisti. Essere padrone del serpente significa libero accesso all'inconscio (per questi i bambini sono privilegiati rispetto agli adulti)
e conoscenza di tutti i segreti: gli incantatori, nell'antichità, erano degli iniziati.
Vi è un'analogia tra l'intestino, che ne riproduce la forma, il serpente e il labirinto. Questo chiarisce l'origine delle pratiche divinatorie fondate sull'esame delle viscere.
Padrone della forza vitale e simbolo della rigenerazione che avviene attraverso il fuoco, è anche il Drago, suo parente stretto. Quetzalcoatl, il serpente alato nel mito azteco, incarna le qualità del serpente e dell'uccello, collega cioè terra e cielo, ed è una figura rigeneratrice.
Nell'età moderna, il drago rappresenta l'ostacolo che l'Eroe ha da affrontare per il bene dell'umanità. Secondo interpretazioni più recenti, ai suoi eccessi, è il super-uomo che prende sempre più distanza dalle forze primordiali dell' inconscio.
Visto sotto questa luce, il serpente, riabilitato dalla sola funzione malefica tramandataci da una vecchia concezione, rappresenta il principio vitale stesso da cui deriva, come scrive Keyserling quel disagio della nostra civiltà di una coscienza unilaterale diurna giunta alla sicurezza di sè che ci porta a sotterrare le radici della vita originaria e quindi, in un certo senso, a negarla tout-court.
http://www.geagea.com/welcomegea.htm

L'assoluto del bene e del male nel simbolismo del serpente, animale sacro
di G. Pilaz

I sacerdoti dell'antichità, oltre che sacrificare a divinità malefiche, per impedire che esse aggredissero l'uomo, o ringraziare quelle benevole per doni elargiti, avevano cercato di scrutare le vie del cielo, di interrogare le stelle, di ascoltare le voci del vento e di interpretare i segni del mondo animale, per ricavarne presagi o trovare mezzi di difesa, nella sensazione (poi verificata in certezza) che, ognora, al male sarebbe seguito il bene e che, dopo il buio, sarebbe sempre venuta la luce.

In fondo, fu per esprimere questo dualismo (da intendersi come componente di un " UNICO " sentimento dell'Assoluto), che nacque il simbolismo.

Da sempre, l'uomo si è sentito circondato da elementi sovrasensibili dai quali ha, spesso, percepito sprigionarsi delle forze benefiche o dannose; tutto l'universo è un simbolo, un segno di cose invisibili mediante l'immagine e le proprietà di cose naturali e sensoriali.
Tra i simboli il serpente è l'animale sacro per eccellenza. Il suo contenuto emblematico, anteriore alla speculazione iniziatica, alla tradizione gnostica e alle diverse discipline ermetiche, affonda le sue radici negli stimoli che, ancor oggi, spingono l'uomo a trovare interessante il fatto che proprio attraverso la mitologia, la filosofia e l'alchimia si perviene ad una percezione argomentativa, nella quale di due immagini si accoglie una terza che raffigura il serpente come il simbolo della vita, espresso nelle parole greche " hen to pan ", cioè l'UNO-TUTTO.
Due immagini: dífatti, col serpente sono stati simboleggiati sia il bene e sia il male.

Il serpente nella simbologia del bene
Sin dai più antichi monumenti egizi si trova come simbolo del Dio del sole RE, un serpente che a modo di aureola si avvolge attorno alla testa del Dio e rappresenta il disco solare.
Tale simbolo, originariamente babilonese ed in seguito adottato dagli alchimisti ellenisti dell'Alto Egitto (dei quali un certo Chymes avrebbe dato il nome alla chimica), identificava ínoltre il Dio Ammon, l'UNO-TUTTO, che per la sua natura di entità ctonica, cioè di spirito regnante nel mondo dell'oltre tomba, veniva rappresentato con un'immagine costituita da un serpente avvolto come un cerchio, in atto di mordersi la coda, ed il corpo era formato da due parti uguali e distinte, di colore differente, una chiara e l'altra scura, Questa immagine venne successivamente chiamata col vocabolo greco " OUROBOROS ", che in latino si traduce " caudam vorans ".
La parte chiara e quella scura del corpo del serpente simboleggiavano il bene ed il male, il buio e la luce e, infine, i due poli della terra: il tutto era, quindi, il principio dualistico dell'assoluto, il simbolo dell'eternità e dell'indistruttibilità della natura, cioè del ciclo che si rinnova della vita: " nulla si crea e nulla si distrugge ".
Quest'idea del ciclo della natura era stata accolta anche da Eraclito, da Empedocle e da Aristotele Per tornare al serpente " caudam vorans " è interessante considerare come il movimento circolare dell'anello simboleggiava anche la misteriosa materia primaria del processo alchimistico, per mezzo del quale tra la separazione e la ricomposizione della medesima materia primaria, che è la natura nel suo stadio primordiale, l'uomo tendeva, come prodotto finito, alla ricerca di quella pietra filosofale, la " THAU CIRCULI ", che in ogni tempo ha simboleggiato l'assoluto dell'unità del cosmo ed insieme la " pandeità " cioè il compendio di tutte le Virtù di deità, racchiuse nell'UNO-UNICO. " Poiché all'inizio vi era un solo ESSERE, generato per sua natura e creatore di tutte le cose, ne consegue che ogni fenomeno proviene interamente dall'UNO ed all'UNO tutto ritorna " (kabbalah).

I princìpi fondamentali della vita (fuoco e luce, terra ed acqua) venivano rappresentati con due elementi: lo zolfo ed il mercurio.
Lo zolfo, principio dell'infiammabilità, comprendeva il fuoco e la luce e conteneva l'idea della mascolinità; il mercurio, principio metallico della instabilità, comprendeva la terra e l'acqua e indicava l'idea della femminilità.
Questi due opposti princípi venivano rappresentati con due serpenti che si attorcigliavano attorno ad una verga: il CADUCEO.
Fu questo il simbolo dell'asse terrestre, emblema di Mercurio.

Secondo la leggenda, Mercurio aveva colpito due serpenti, in lotta tra di loro, che si contendevano il dominio della terra; dopo averli addomesticati li aveva avvolti attorno alla verga in direzione opposta.
Le due serpi, il bene ed il male, la luce ed il buio, gli conferirono il potere divino di legare e di sciogliere, di far nascere, così, dal caos informe un cosmo ordinato.
Innumerevoli altre símbologie venivano attribuite al serpente, ma arduo sarebbe ricordarle tutte. Citeremo il " serpente crocifisso " che, nel processo di trasformazione chimica, stava ad indicare la " femminilità ", in quanto immagine della fissazione dell'ínstabile mercurio, detto pure argento vivo.

Resta comunque assodato che il serpente divenne il simbolo della vita eterna e della forma primordiale del cosmo, da cui derivano quei caratteri di divino e di immortalità, insiti nella sua natura di fuoco e di luce, nonché la sua forza e la sua longevità.
In altre parole, il serpente, nella simbologia del bene, rappresentava la capacità di rinascere e di ringiovanire, cioè la metamorfosi della natura che si nutre di se stessa e ritorna alla sua origine.

Il serpente, simbolo del diabolico
Ben diversa significazione assunse il serpente nel mondo ebraíco-crístiano: esso non fu più apportatore di vita, bensì esattamente il contrario, cioè serpente satanico, istigazione diabolica nel Paradiso Terrestre, negazione della vita immortale (Genesi - tentazione di Eva).
Nel Nuovo Testamento, il demonio è chiamato " l'antico serpente " ed è sempre portato ad esempio per la sua intelligenza malvagia e per la sua astuzia ingannatrice.
Presso i Padri della chiesa, nel Medio Evo, il serpente divenne definitivamente il simbolo del male.
Riassumendo: il serpente, seppure nelle diverse e contrarie ínterpretazioni, ha sempre simboleggiato l'elemento energetico che partecipa al processo perenne della vita, lo spirito divino che vi presiede, la prima materia.


La prima materia
La prima materia, panacea di ogni bene e causa di ogni male, la pietra filosofale costantemente ricercata dallo spirito dell'uomo.
Non è inopportuno ricordare il processo alchimistico della "tetrameria " per la fabbricazione della pietra filosofale, prima materia.
Nel processo filosofico la " tetrameria " presupponeva la scomposizione e la ricomposizione dei contrasti, caratterizzati dal susseguirsi di quattro colori:

a) - il nero, stadio iniziale i cui veicoli sono il piombo, elemento terrestre e Saturno, elemento astrale;

b) - il bianco, secondo stadio a cui si perviene per prima, graduale, dissociazíone;

c) - il giallo, simbolo dello zolfo, elemento terrestre ed astrale insieme, che rappresenta la luce;

d) - il rosso, quarto stadio, che rappresenta il fuoco, simbolo dell'energia della vita, nell'assoluto.

Nel serpente è simboleggiato il processo della decomposizione dei contrasti mediante la rilucente squamosità della sua pelle e la risplendezza dei suoi colori.
Nel serpente avvolto in cerchio si ebbe il simbolo perenne della vita, nell'assoluto della sua duplice interpretazione e dimensione di,bene e di male.
Infine, nel serpente appare, in sublimazione, il simbolo della " lapis ", la pietra materia primaria che, appunto, kaballisticamente veniva rappresentata col segno di Venere e conteneva la " crux ansata " o " thau circuli ".
(tratto da Rivista Massonica n. 2 - Febbraio 1973 - Vol. LXIV, pag. 109 - Soc. Ed. Erasmo, Roma)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Letto di gusto e aggiungo:

Il serpente è l'uomo che ha le sembianze di chi scivola nella terra per comprendere ciò che lo circonda con la lingua riprendendo ciò che è suo: la coda, strumento che gli serve per ricercare ciò che lo attornia, ed è sempre in se stesso che può comprendere tutto ciò che è e che ha in se.

8(serpente) Otto è il segno di colui che ha la facoltà di orientarsi secondo il volere di Dio eterno. Non è il simbolo della fede, ma è il simbolo di colui che è nell'uomo per cui Javhè dispone che sia fatta la volontà sua poiché chi parla con la sua lingua è l'eletto che Dio ha. Non è un simbolo comune, ma unico, per cui l'eletto ha in sé ogni bene e tutto Dio ha posto in costui poiché quest'uomo ha riconosciuto ciò che mai nessun uomo può riconoscere in sé. Quello che ha la facoltà di disporre di questo simbolo è l'eletto inviato, poiché chi può riconoscere Dio in sé se non chi ha Dio per sé.

Buon Vento,
Nick_Traverso

Anonimo ha detto...

Quanto sei bella!