Dopo anni riprendo in mano gli acquarelli e mi chiedo perchè li abbia accantonati!
Lunga come tecnica se usata alla maniera realistica, è vero, ma che goduria pacifica tornare ad attendere che i colori si asciughino e nel mentre contemplare quegli oceani di acque colorate che si incontrano e pian piano si sposano o quelle semplici piccole e poche gocce che tutto della tridimensionalità sanno far intuire!
Lunga come tecnica se usata alla maniera realistica, è vero, ma che goduria pacifica tornare ad attendere che i colori si asciughino e nel mentre contemplare quegli oceani di acque colorate che si incontrano e pian piano si sposano o quelle semplici piccole e poche gocce che tutto della tridimensionalità sanno far intuire!A tal proposito ho una frase, che è quasi poesia, di Giorgio Maria Griffa, uno dei più grandi moderni maestri italiani di acquarello da recuperare dal cassetto e qui riporre come un piccolo tesoro in uno scrigno comune...
"L'acquarello, come una rotta, si muove costantemente, sente il vento, l'onda lunga o corta del pennello, le gocce o gli spruzzi. Sfugge e sbandase non lo trattieni e affonda inun bicchier d'acqua se non lo rassereni con manovre calme ma decise
e, in fretta, trasformando, col pennello, le fallein oblò chiusi."
e, in fretta, trasformando, col pennello, le fallein oblò chiusi."
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